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I colori dei Tiepolo

Il territorio del Miranese si contraddistingue per aver ospitato e dato ispirazione al maggior pittore del Settecento europeo, Giambattista Tiepolo (1696-1770), e al figlio Giandomenico (1727-1804).

 

Nel 1757, di ritorno dal successo in qualità di frescante alla residenza del principe-vescovo di Würzburg in Germania, Giambattista acquista – con atto notarile datato 24.12.1757 – una casa nella campagna di Zianigo, località poco distante dal centro di Mirano, che in breve adatta alla propria famiglia, stante i numerosi impegni artistici che lo vedono protagonista in Italia e poi in Spagna.

 

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Diversamente dal padre, Giandomenico scelse Zianigo come propria terra d’elezione, da cui ammirare lo scenario culturale veneziano e dipingere le pareti di casa per il proprio piacere, senza commissioni e libero di ritrarre le immagini che più lo affascinavano: è proprio in villa Tiepolo che Giandomenico, fra il 1791 e il 1800, affresca i celebri episodi de “Il mondo nuovo”, “Il minuetto in villa”, “La passeggiata” e “Pulcinella e i saltimbanchi”; nei numerosi disegni realizzati nel decennio miranese si riconoscono invece i luoghi che anche oggi il turista può ammirare curiosando nella campagna, come le ville venete di Mirano con le loro barchesse rustiche, il Castello di Noale

Il Castello di Noale, trasognato da Giandomenico in una città araba murata nella scena del “Cavallo senza cavaliere fuori da una città araba murata”

(addirittura trasognato da Giandomenico in una città araba murata nella scena del “Cavallo senza cavaliere fuori da una città araba murata”), le piazze dei centri di mercato animate da indaffarati popolani e nobili in villeggiatura…

 

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Purtroppo nel 1906 gli affreschi di villa Tiepolo, destinati a espatriare in Francia a seguito dell’acquisto del ciclo pittorico da parte di un acquirente francese, furono staccati in gran fretta dalle pareti, e sul posto oggi restano i secondi strappi e molte pitture in monocromo, mascheroni e sovrafinestra, rosoni sul soffitto della sala terrena, le scenette sovrapporta con animali e alcune decorazioni al piano superiore, il tondo con la Crocifissione nella sagrestia. Gli affreschi, recuperati alla frontiera e portati in salvo a Venezia, sono ora esposti al Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico.

Guarda l’Intervista impossibile a Giandomenico Tiepolo

Ma la presenza dei Tiepolo a Mirano e nel territorio circostante non si esaurisce nella pur bella dimora di Zianigo.

L’appassionato d’arte, così come il turista curioso, potrà un po’ dovunque scoprire opere di grande interesse tiepolesco: dalla tela di Giambattista Il Miracolo di Sant’Antonio che riattacca il piede” conservata nel Duomo di Mirano, alla pala della chiesa di Zianigo con “San Francesco da Paola e altri Santi” di Giandomenico, al soffitto della stessa raffigurante la “Natività di Maria”, affrescato sempre da Giandomenico, fino alla vicina Villa Bianchinicon l’altro suo affresco “Il Merito e la Fama”, per finire a Scaltenigo, con il soffitto rappresentante “La gloria dei SS. Pietro e Paolo” nella chiesa di S. Pietro.

“San Francesco da Paola e altri santi” nella chiesa di S. Pietro

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