L'antica Filanda della seta di Salzano sta vivendo una seconda vita e presto diventerà un polo di attivitàculturali per il paese e il territorio
Si dice archeologia industriale e si pensa a vecchi opifici, fornaci, scatolifici, magazzini comunali ecc., ai loro muri sbrecciati, ai finestroni senza vetri, a ragnatele e polvere. Si pensa ad architetture per la produzione. E gli uomini e donne che vi hanno vissuto e faticato per quasi una vita?
Buona domanda: e, infatti, ecco che quando si restaura una fabbrica della seta come la Filanda Romanin-Jacur di Salzano, nel Miranese, si pensa anche a restituire valore alla presenza umana, quella delle 'filandine' in questo caso, e alle loro famiglie. Insomma, si rievoca la partecipazione viva di una comunità che dalla Filanda ha tratto sostentamento per circa un secolo.
Fabbrica e villa
La Filanda di Salzano comincia a produrre nel 1872 e finisce negli anni Cinquanta del '900. È stata una delle più importanti del Veneto nella trattura del filo da seta, impiegando fino a 250 persone. La sua decadenza, negli anni Cinquanta del '900, sembrava inesorabile quando, nel 1979, il Comune di Salzano l'ha acquistata insieme alla villa Romanin-Jacur e all'annesso parco. In questo modo, un grande complesso archeo-industriale è diventato di proprietà pubblica. Il restauro è condotto dagli architetti Cesare Feiffer e Anna Raimondi.
FESTA DELLA FILATURA A SALZANO
Inizio di giugno
presso la Filanda Romanin-Jacur
Ricostruzione del processo produttivo del baco da seta con macchinari d'epoca.
Sfilata di moda; mostra dell'artigianato locale.
Degustazione di piatti tipici e intrattenimenti musicali.
FILI - Filanda Idee Lavoro Identità
Primo Week end di agosto
Filanda Romanin-Jacur
Rassegna di teatro, musica e danza.
Spettacoli, laboratori, incontri e letture
restituiscono a questo straordinario sito l'originaria bellezza e una nuova funzione culturale e sociale